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mercoledì 13 marzo 2013

Il Mercoledì Social: habemus #pesto!


Ieri su twitter (dove prenderemo presto la seconda residenza), abbiamo notato il curioso hashtag #pesto  intriso di sapore ligure. Tempo fa Cecilia-i Dintorni ci parlava proprio della Liguria e della 

"bellezza e l'unicità che ho trovato in questa regione. I genovesi che ho conosciuto io sono simpatici, ospitali, conviviali e davvero tanto divertenti....unici nel loro genere, mi hanno fatto conoscere una città diversa da quella che avevo visitato anni fa, con scorci nascosti sul mare e passeggiate romantiche ma soprattutto gastronomiche! Ho trovato una seconda casa, ed ogni volta che torno al porticciolo di Nervi o sulla spiaggia di Murcarolo vorrei non andarmene più!"

Abbiamo deciso quindi di dedicare questo Mercoledì Social al noto pesto genovese di cui le Muffins sono golosissime (sappiate che difficilmente arriva a condire la pasta....finisce durante l'antipasto spalmato sul pane!). La ricetta che vi proponiamo è quella originale ed ufficiale del Campionato Mondiale di Pesto, organizzato da Palatifini, nello stesso sito (davvero molto interessante se come noi vi siete appassionati all'argomento) troverete anche la storia: sapevate ad esempio che la ricetta originale prevede basilico ma in mancanza di questo maggiorana e prezzemolo? Ma il vero segreto del pesto sono gli ingredienti primi, in particolare il basilico che deve essere il basilico genovese dop, molto diverso da quello napoletano con foglie simili alla lattuga e a quello greco con foglie piccole e ovali. Il suo aroma è privo di quel vago sapore di menta che riscontriamo nelle altre qualità e le sue foglie sono ovali e convesse, di dimensioni medio piccole e di colore verde tenue. 
La Torta Pendente usa, per la sua ricetta del risotto al pesto, l'aglio rosso e ci consiglia di usare ovviamente sempre il mortaio, ma se non fosse possibile, di fare attenzione a non bruciare il basilico con il frullatore. 
Ma con #pesto si apre una porta gigante: quanti ne esistono? Abbiamo stilato questa classifica:

Pesto di asparagi e mandorle
Pesto trapanese (nella nostra ricetta e in quella di La Torta Pendente)
Pesto di erbette 
Pesto rucola e noci (suggerito da Roberta, che con il pesto genovese ci consiglia di condire patate e piovra bollita)
Pesto giallo (ottimo con gli asparagi)
Pesto alla cilentana

e infine....il pesto suggerito da Anna, di Barbabuc... di cui non da la ricetta che "non consiglierebbe neanche al suo peggior nemico", ora siamo curiose!! Voi l'avete mai provata?



Vi riportiamo la ricetta ufficiale del pesto che abbiamo preparato stasera:

4 mazzi (60-70 g. in foglie) Basilico Genovese D.O.P., garanzia della tipicità di profumo e sapore
30 g. Pinoli
45-60 g. Parmigiano Reggiano Stravecchio grattugiato
20-40 g. Fiore Sardo grattugiato (Pecorino Sardo)
1-2 Spicchi d’Aglio di Vessalico (Imperia)
10 g. Sale Marino Grosso
60-80 cc. Olio Extra Vergine di Oliva “Riviera Ligure” D.O.P., dolce e fruttato, esalta il profumo del Basilico e del condimento


Preparazione

Il Mortaio di marmo e il Pestello di legno sono gli attrezzi tradizionalmente usati per preparare il Pesto Genovese. Bisogna lavare in acqua fredda le foglie di basilico e metterle ad asciugare su di un canovaccio senza stropicciarle. Nel mortaio si pesta uno spicchio di Aglio insieme ai Pinoli.
Una volta ridotti in crema, si aggiungono alcuni grani di Sale e le foglie di Basilico non pressate a riempire la cavità. Si pesta il Basilico con un dolce movimento rotatorio del pestello sulle pareti. Ripetere l’operazione.
Quando il Basilico stilla un liquido verde brillante, aggiungere i formaggi,Parmigiano Reggiano e Fiore Sardo. Versare a filo l’Olio Extra Vergine d’Oliva Riviera Ligure D.O.P., ideale per sposare tutti gli ingredienti senza sopraffarli. La lavorazione deve terminare nel minor tempo possibile per evitare problemi di ossidazione. La sequenza indicata non è l’unica possibile. 
A Genova e in Liguria ogni persona ha i suoi segreti: non troverete mai due “Pesto” uguali! 

Natale con i tuoi #pesto con chi vuoi. 

domenica 23 dicembre 2012

Regali - esotici - sotto l'albero: il chutney di mango


Vedrete scorrere diamanti e rubini , guarderete il mondo da un lenzuolo perforato, assaggerete verdi chutney della memoria, muoverete guerra su tavole imbandite, conoscerete la puttana più vecchia del mondo e non stupitevi se durante una qualche guerra una vecchia sputacchiera scesa giù dal cielo vi farà perdere la memoria… Attenti,non basta parlare di una persona per conoscerla, non basterà poggiare le vostre labbra sulla sua esistenza per intenderla. Per comprendere anche una sola vita, dovrete inghiottire un mondo…… E non dite che non vi ho avvisato.

Con l'incipit de "I figli della mezzanotte", uno dei capolavori di Salman Rushdie (della mia passione per questo scrittore vi ho già confessato qui, vi presento la ricetta di oggi, un chutney di mango, che si va ad aggiungere al fudge e alla confiture de noel come idea firmata Muffin e Dintorni per i vostri regalini homemade. Dopo due ricette dolci ne aggiungiamo una salata, da dedicare a persone amanti di gusti esotici e piuttosto speziati. Con i chtney - di cui esistono infinite varianti - si possono condire piatti a base di carne, riso e verdure.

Ingredienti

100 g aceto di mele
60 g zucchero
50 g cipolla
1 mango
1 mela 
130 g albicocche secche 
1 lime 
15 g zenzero fresco 
1 bastoncino di cannella 
1 stellina di anice stellato 
2 g noce moscata
6 capsule di cardamomo 
2 peperoncini secchi 

Tagliate a julienne la buccia del lime e sbollentatela. Sbucciate il mango e la mela e tagliateli a dadini piccoli. Tagliate le albicocche e la cipolla a dadini. Sbucciate lo zenzero e affettatelo sottilmente. Avvolgete tutte le spezie in un pezzo di garza e chiudetela con dello spago da cucina. Portate a ebollizione l'aceto insieme al succo del lime e allo zucchero e fate bollire per 2 minuti. Aggiungete gli altri ingredienti e 20 cl di acqua. Coprite e cuocete a fiamma bassa per un'ora.

venerdì 14 settembre 2012

A noi piace picànto...


Per chi non lo sapesse e per chi se ne fosse scordato, a noi "piace picànto", dal pepe, al curry, al mix piccante speziato al peperoncino! E grazie al nostro fornitore ufficiale di peperoncini calabresi doc (l'amore formaggiaio della Ceci) abbiamo deciso di fare una conserva piccante, una salsa al peperoncino per riscaldare le bruschette invernali.
Attenzione: è necessario mettere i guanti per lavorare con i peperoncini.

Ingredienti
400 gr peperoncini
1 spicchio di aglio 
3 cucchiaini di zucchero
300 ml di olio circa
sale qb


Lavate i peperoncini, togliete il picciolo. Tritateli finemente con il mixer insieme all'aglio, l'olio e il sale. Di olio e sale le quantità sono ad occhio, quindi per la sapidità assaggiate mentre per l'olio inizialmente aggiungetelo in modo da ottenere una crema piuttosto densa. A questo punto mettete il composto in una casseruola, aggiungete l'olio rimasto e cuocete a fuoco bassissimo, l'importante è non far bollire l'olio, ma tenerlo sempre appena caldo. Trascorsi 20 minuti di cottura, spegnete, lasciate raffreddare e mettete in vasetti sterilizzati.

mercoledì 20 giugno 2012

Il Mercoledì Social: Emilia Mon Amour parte III


Terzo appuntamento con la raccolta Emilia Mon Amour all'interno del nostro Mercoledì Social. Protagoniste di oggi altre grandi specialità emiliane, la Lasagna al Ragù, il Friggione, i Pisarei e Fasò e la Torta Tenerina tipica del ferrarese.
Grandi temi, ma partiamo con il primo, il Ragù! Autocitandoci "La parola stessa deriva dal francese ragout, in particolare dal verbo raouter che significa "risvegliare il gusto, l'appetito", di certo un buon piatto di lasagne o tagliatelle al ragù lo risveglia bene l'appetito! Come dicevamo in questo post, per noi il top del top è la gramigna al ragù, specie di salsiccia: la gramigna è un formato di pasta tipico emiliano appartenente alla famiglia delle paste corte e somigliante a una virgola. L'ho cercata spesso a Torino, invano, fino ad oggi! Finalmente l'ho trovata e posso cucinarmela in terra sabauda! E non fatevi ingannare, chiedete la "pasta gramigna" altrimenti vi daranno un mazzetto di erbaccia! 



La ricetta legata al Ragù per Emilia Mon Amour viene da Annamaria di BperBiscotto che ci propone la sua Lasagna Emiliana; un piccolo suggerimento, aggiungete un pezzetto di salsiccia al vostro ragù, sentirete che gusto!

Il secondo primo piatto viene da Alessandra di Ricette di Cultura che ci presenta Pisarei e Fasò, una grande ricetta della tradizione povera che ingolosisce tuttora i nostri freddi (freddissimi ultimamente!) inverni emiliani, e che tiene ancora banco sui menu dei ristoranti più noti della regione. Come dice Alessandra, la curiosità sta nella parola "Pisarei"che ha due etimologie possibili: la prima la vorrebbe derivante dalla storpiatura della parola piacentina "bissa", ossia serpente come la forma che prende la pasta prima di essere tagliata a tocchetti. La seconda deriverebbe appunto proprio dalla parola spagnola "pisar", ossia pigiare, i tocchetti appena tagliati infatti vengono schiacciati con le dita.


Ci arriva una salsa tipica emiliana da Laura di Chi non la fa...l'aspetti!, il friggione. Quest'ultimo è una salsa usata spesso per condire la pasta, composta di pomodoro, cipolle bianche e strutto (immancabile nella nostra cucina!). Pensate che la ricetta è talmente antica e tradizionale da essere posta dall'Accademia Italiana della Cucina alla Camera di Commercio di Bologna!


Infine i dolci...e che dolci! Chiudiamo con una dolcezza ferrarese, la Torta Tenerina cucinata da Vera in Cucina. Certo una domanda sorge spontanea: che la Tenerina sia una variante ferrarese della nota Torta Barozzi di Vignola? Ingrediente fondamentale della Barozzi è la mandorla, di cui è sprovvista la Torta Tenerina, tuttavia il sapore e la consistenza di entrambe le rendono strette sorelle. Consistenza che fa denominare la Tenerina "Taculenta" ossia "appiccicosa"nel dialetto ferrarese. Entrambe comunque sono torte da degustazione...in rigoroso silenzio...e possibilmente accompagnate da panna montata o crema al mascarpone (per la Barozzi vi rimandiamo alla ricetta di Alessandra per Emilia Mon Amour e alla nostra)

Sono ancora numerose le ricette che stiamo aspettando! Vi ricordiamo che potete inviarci una mail a muffinedintorni@gmail.com, scrivere il link della vostra ricetta ai post di Emilia Mon Amour, segnalarceli su Facebook alla nostra pagina e sul nostro profilo Twitter!

LA SCADENZA E' IL 27 GIUGNO!!!!
A MERCOLEDI' PROSSIMO!!!
FORZA EMILIA!!

giovedì 7 giugno 2012

Il Mercoledì Social: Emilia Mon Amour parte I


"Mudnés ed Mòdna, mudnés ed l’èlta, ed la basa e dedlà da l’aqua,mudnés ingherlî dal frad Siberian e dessuplî da la néva,Zemian fort come el quérzi del nostri campagn e antigh de storia come al noster balsàmich, zitadein chersû sàtta la Ghirlandèina e ragazô nê a l’ambra dal tlòun ed Paladino, Mudnés D.O.S.(a denominazione d’origine straniera), mutinensi singol, divorzièe, coppie di fatto, e pensionèe ch’avî spusèe la badante, a-v salut tótt quant in masa."

Così quest'anno salutava Modena Sandrone, la nostra maschera tradizionale, che ogni hanno tiene il famoso "sproloquio" a Carnevale. Tutta la città si ammassa vestita in Piazza Grande, sotto il Comune, e ascolta il discorso in dialetto modenese tra risate fragorose e risate amare. Modena, la nostra città. Potremmo parlarvi ore di ciò che abbiamo vissuto in prima persona, di ciò che abbiamo visto e sentito, potremmo parlavi ore del dolore e della sofferenza. Siamo un foodblog, e tale rimaniamo: un luogo dove si parla di ricette, di homemade, di cucina, di eventi enogastronomici, di prodotti...dove ci si scambiano idee e sapori. Rimaniamo fedeli a ciò che siamo. Sono state scritte tante cose su di noi, su noi emiliani, sull'Emilia, ve ne riportiamo qualche stralcio...

"Noi, e intendo noi emiliani in generale e noi modenesi in particolare, per il terremoto non siamo attrezzati né dal punto di vista pratico, e lo si è visto, né da quello psicologico. La tragedia non ci si addice. .... Insomma, ci piace ridere e far ridere. La vita è qualcosa di troppo importante per prenderla sul serio, e troppo corta per non divertircisi....nessuno ha il minimo dubbio che ne usciremo. Anche quando facciamo tutt’altro, e ormai facciamo tutti tutt’altro, restiamo dei contadini. Laboriosi e tenaci come tutti i contadini. ...Siamo gente pratica, insomma...dateci tempo, e credo non ce ne voglia nemmeno troppo, e ricostruiremo tutto. Pregusto il momento in cui, quando dirò che sono di Modena, non mi risponderanno come adesso: «Modena? Ah, sì, dove c’è stato il terremoto», ma come sempre: «Modena? Ah, sì, Ferrari, Pavarotti, si mangia benissimo». E ci faremo una risata. Grassa."

Alberto Mattioli "Ce la faremo da soli con il sorriso", La Stampa,  30/05/2012

"L'EMILIA è quel pezzo di terra voluto da Dio per permettere agli uomini di costruire la Ferrari. Gli Emiliani sono così. Devono fare una macchina? Loro ti fanno una Ferrari, una Maserati e una Lamborghini. Devono fare una moto? Loro costruiscono una Ducati. Devono fare un formaggio?
 Loro si inventano il Parmigiano Reggiano. Devono fare due spaghetti? Loro mettono in piedi la Barilla. Devono farti ...un caffè? Loro ti fanno la Saeco. Devono trovare qualcuno che scriva canzonette? 
Loro ti fanno nascere gente come Dalla, Morandi, Vasco, Ligabue. Devono farti una siringa? 
Loro ti tirano su un'azienda biomedicale. Devono fare 4 piastrelle? Loro se ne escono con delle maioliche. Sono come i giapponesi, non si fermano, non si stancano, e se devono fare una cosa, a loro piace farla bene e bella, ed utile a tutti... Ci saranno pietre da raccogliere dopo un terremoto? Loro alla fine faranno cattedrali..."

Abbiamo deciso di dedicare il Mercoledì social ad una raccolta (e speriamo sia lunga!) di ricette emiliane, vogliamo far parlare di noi, e delle nostre eccellenze enogastronomiche. Ci siamo imbattute in un gruppo di foodblogger davvero speciali...


Serena di Storie di zucchero ha scelto una social piadina con accostamenti da vera gourmet...pere Abate (tipiche della nostra zona), aceto balsamico...il nostro immancabile squaquerone (perché non è un avera piadina senza giusto Serena?) trovate la ricetta QUI e guardate che spettacolo è venuto fuori...


Annamaria di BperBiscotto ci ha fatto tornare indietro nel tempo parlando della Mortadella IGP, con la sua crema speciale...da piccoli la merenda emiliana DOC consisteva di pane e mortadella...per le bimbe golose (e cicciottelle...) come me si aggiungeva anche la maionese....la ricetta la trovate QUI ma potete sognarla qui sotto...


La nostra carissima Alessandra di Ricette di Cultura, ci ha portati indietro nel tempo, in un excursus storico su Vignola e sulla mitica Torta Barozzi, accompagnata dall'immancabile crema di mascarpone (sappi che la mangiamo anche  a ferragosto!). Un messaggio ci ha colpito, e lo riproponiamo "Ah, dimenticavo... la torta Barozzi, quella vera, potete gustarla solo a Vignola, alla pasticceria Gollini. Il borgo di Vignola e la sua rocca non hanno subìto danni ingenti, visitatela al più presto!!!" e ditemi se la ricetta di Ale non vi mette fame...


Infine Laura di Chi non la fa...l'aspetti, con la sua tigella specialissima! Laura è stata davvero fantastica in questi giorni, ha preso davvero a cuore le vicende della nostra Emilia, ha organizzato una raccolta fondi (guardate un po' qui...) e dato vita ad una mascotte davvero speciale....EMILIO!!! Per il Mercoledì Social si è cimentata nientepopodimenoche...(la ricettina QUI)


Per ultimissime noi, io e Micol...per il nostro Mercoledì Social abbiamo preparato il pane tipico ferrarese, la CIUPETA o COPPIA FERRARESE IGP...



Ingredienti per 6 coppie 

1 kg farina 0

100 g olio extravergine di oliva 

20 g sale 

1 bustina di lievito 

350 gr. di acqua tiepida

1 cucchiaino di miele di acacia

Sciogliete il lievito nell'acqua e impastate bene tutti gli ingredienti. Dividete l'impasto in 6 parti e lasciate riposare circa 20 minuti: riprendete uno ad uno gli impasti e stendeteli in lunghe strisce. Ricavate la coppia ferrarese in QUESTO MODO.
Adagiatele su un foglio di carta da forno per circa un'ora, e infornatele a 220 gradi per circa 30 minuti.

Ed eccoci ai saluti....ma che saluti....
ma secondo voi finisce qui?......
TO BE CONTINUED.......

giovedì 26 aprile 2012

Tacchino con mostarda al limone


Un po' di sole finalmente!! E arriva giusto in tempo per i ponti da grigliata...dite la verità, quanta ne state mangiando? Per me e Micol la parola "grigliata" è come "cheesecake", "muffin", "dolcetti", "caramelle", "patatine"....o come si dice dalle nostre parti...dire "grigliata" è come invitare un'oca a bere! E anche stasera parliamo di carne, in particolare i cosciotti di tacchino al forno marinati in una...mostarda al limone! Homemade ovviamente!!

Ingredienti (per 2 persone)
1 coscia di tacchino (divisa in due)
3 cucchiai di mostarda al limone (vedi sotto)
pepe nero in grani
sale
olio
1 goccio di vino bianco

Marinate la carne: mettete in una ciotola la coscia di tacchino divisa in due con 1/2 cucchiaino di sale grosso, pepe nero in grani, 4 cucchiai di olio e la mostarda al limone. Lasciate riposare in frigo coperto per circa 3 ore (io l'ho preparato il pomeriggio per la cena). Accendete il forno a 180°. Foderate con carta da forno una pirofila, sgocciolate il tacchino e mettetelo nella pirofila. Emulsionate il composto rimasto dalla marinatura con un po' di vino bianco, in modo da ottenere una salsa liquida. Versate questa salsa sulla carne e cuocete in forno per circa 40/45 minuti, fino al termine della cottura. Servite caldo.

Per la mostarda al limone:
3 limoni grossi non trattati
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaio di aceto di mele
1/2 cucchiaio di pepe nero in grani
1/2 cucchiaio di semi di senape

Portate ad ebollizione un pentolino d'acqua, sbucciate i limoni e tuffateci le bucce. Non appena bolle, togliete la pentola dal fuoco, lasciate riposare qualche minuti e ripetete l'operazione di bollitura per altre due volte. Al termine scolate le bucce. Ricavate il succo dai limoni rimasti, scaldatelo con il pepe in grani e la senape, aggiungete l'aceto, il miele e le bucce. Cuocete per circa 10 minuti, lasciate intiepidire e frullate il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo.

sabato 7 aprile 2012

Vinaigrette al cioccolato per la grigliata di Pasquetta!



Ed ecco oggi un piccolo suggerimento Muffin e dintorni per la tradizionale grigliata di Pasquetta! L'avete già programmata? Forse forse il tempo sarà dalla nostra parte, incrociamo le dita! Mi raccomando ad una grigliata non può mancare un giusto aperitivo, in questo caso il nostro cavallo di battaglia, lo Spritz! E tra una foto in posa e l'altra, vi suggeriamo una salsa d'accompagnamento per pesce grigliato, carni bianche e insalate a base di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, che non può mai mancare per due modenesi doc come noi! La ricetta è una Vinaigrette al cioccolato di Paul A. Young, tratta dal suo libro "Avventure al cioccolato". Con questo post, vi auguriamo buona Pasqua e vi diamo l'appuntamento a martedì con i resti delle feste!

Ingredienti

100 ml Aceto Balsamico Tradizionale di Modena
30 g cioccolato fondente
50 g zucchero di canna

In una casseruolina, portate ad ebollizione l'aceto, scioglietevi lo zucchero. Unite il cioccolato e mescolate bene. Lasciate raffreddare e condite la vostra insalata o pesce grigliato.

giovedì 1 dicembre 2011

Giardiniera natalizia...meno 24 giorni!!!!!


Per tutto il mese sarà un tripudio di rosso il nostro blog! E un tripudio di domande su come passerete il Natale! Noi andiamo matte per questa festa (direte che novità....) indovinate perché? Per i dolci ovviamente!!!!!!!! Anche per i pacchettini da scartare....(speriamo di trovare qualche stampino e le nostre agognate alzatine - per i formaggiai è un MESSAGGIO SUBLIMINALE...). Ci ritroveremo con i nostri amici per festeggiare pochi giorni prima della Vigilia, e per tutto il giorno la casa di Micol verrà bombardata da canzoncine di Natale, la nostra preferita rimane sempre "Santa Claus is coming to town" nella versione di Mariah Carey! (anche noi abbiamo sempre sognato il suo vestitino rosso....).

Per iniziare bene il mese oggi vi suggerisco una giardiniera speciale come aperitivo, da accompagnare con crostini. 

Ingredienti (per 4 persone)
2 confezioni di pomodori pelati in scatola
400 gr lenticchie già cotte
1/2 sedano
1/2 carota
1/2 cipolla
1 fetta di pancetta spessa 1 cm
olio
sale
pepe

Tagliate a dadini la pancetta e tenete da parte. Lavate e mondate le verdure, tritatele finemente e fatele rosolare qualche minuto con 2 cucchiai di olio e la pancetta. Terminata la doratura, togliete la pancetta e aggiungete alle verdure i pomodori pelati. Fate cuocere per circa un'oretta dopodiché passate il tutto con il frullatore ad immersione. Aggiungete la pancetta e metà delle lenticchie. A parte frullate le lenticchie rimaste e aggiungete il composto alla salsa di pomodoro. Regolate di sale e pepe e servite caldo con crostini.

domenica 24 luglio 2011

Guacamole, nachos e film!


Stasera della serie "è la serata schifezze a gogo", trasmettiamo "trasferiamoci in Messico e ammazziamoci nella guacamole con nachos allo sfinimento"! Per chi non lo sapesse Ceci e Michi sono maghe nel far sparire le nachos con la salsetta verde.....per i più coraggiosi consiglio di aggiungere il formaggio fuso...slurp!!

Ingredienti
2 avocado maturi
1 spicchio d'aglio
1 cipollotto
2 pomodori maturi
1 peperoncino verde piccante
1/2 cucchiaino di cumino
1 lime
olio
sale
pepe

Prendete gli avocado, lavateli, tagliateli a metà, togliete il nocciolo centrale (tenetelo da parte è importante!) e infine spellateli. Tagliateli a dadini e pestate con un pestello, o uno schiacciapatate. A parte tritate finemente il cipollotto, il peperoncino verde, l'aglio e i pomodori privati dei semi. Aggiungete al trito di avocado. Unite il succo di 1 lime, sale, 3 cucchiai d'olio, pepe e il cumino. Pestate il tutto fino ad ottenere una crema corposa e uniforme. Trasferitela in una ciotola e lasciate riposare almeno un'ora prima di servire.

TRUCCO: capita qualche volta che la salsa, essendo fatta con avocado maturi freschi, annerisca leggermente, per evitarlo, una volta preparato il tutto, lasciate riposare con il nocciolo tenuto da parte. Eviterà che la guacamole annerisca!

venerdì 10 giugno 2011

Crescentine, tigelle, borlenghi e il pesto che fa impazzire tutti!


Come ormai da tradizione, sabato sera, dopo un'intensa giornata di canoa polo, ho portato il Murcarolo a mangiare gnocco e crescentine...e non solo! Si sono aggiunti anche i borlenghi, altra specialità emiliana tutta da condire. Ma andiamo con ordine: cosa sono le crescentine e le tigelle? La "crescentina" è un tipico pane montanaro preparato con acqua, farina, lievito, strutto e in alcune varianti olio, panna o latte. Il nome originario è appunto crescentina, (il termine nella zona del bolognese indica invece il gnocco fritto....diffidate!), ma nelle zone pianeggianti del modenese e ormai in tutta Italia, questi pani tipici sono noti con il nome di "tigella", che propriamente è il dischetto di terracotta su cui veniva cotta la crescentina. Il "borlengo" invece è una sorta di crepes preparata con acqua, sale e farina, il cui ripieno ormai fa storia...ed è proprio di questo che voglio parlarvi in questo post. Il condimento che sta facendo impazzire i giocatori di canoa polo di tutta Italia, il Pesto modenese!!!

Il Pesto modenese è il condimento più importante e tipico della nostra zona, la crescentina per eccellenza è ripiena di parmigiano e pesto sciolto dal calore!
In Emilia Romagna potete trovarlo facilmente in ogni tipo di supermercato, ma è semplicissimo da fare in casa, l'ingrediente principale è il lardo.

Ingredienti

100 g di lardo macinato
1-2 spicchi di aglio
1 rametto di rosmarino

Tritate il rosmarino e l'aglio e mescolate come una crema con il lardo. A piacimento potete aggiungere anche della pancetta macinata.

mercoledì 1 giugno 2011

Una salsa speciale: fonduta di melanzane



Quando ho letto questa ricetta ho pensato: ma fonduta de che?? Mi stai prendendo in giro ricetta??? E invece...è una sorta di pesto di melanzane che rimane molto cremoso, a pranzo l'ho abbinato a una pasta corta veloce, mentre questa sera l'ho presentato su crostini come aperitivo. Davvero originale e multifunzione!!

Ingredienti (per 4 persone)
2 melanzane
1 scalogno
1 spicchio d'aglio
200 ml panna da cucina
3 cucchiai olio evo
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 rametto di finocchietto selvatico
sale
pepe

Lavate le melanzane e tagliatele a quadretti. Stufate lo scalogno tritato nell'olio con l'aglio spellato. Unite le melanzane e la panna. Salate, bagnate con 1/2 bicchiere d'acqua e cuocete per 20 minuti a fuoco dolce. eliminate l'aglio e frullate le melanzane fino a ridurle a crema; unite il parmigiano e aggiustate di sale e pepe.Aggiungete qualche pezzetto di finocchietto e buon appetito!

venerdì 25 marzo 2011

Quando il tomino diventa una ricetta e il Piemonte incontra la Provenza


Il tomino, quel delizioso formaggino che in padella si scioglie all'interno e rimane compatto all'esterno, il tomino che mio fratello fin da piccolo adora, il tomino una sicurezza nel frigo quando non c'è tempo per preparare nulla, ecco quel tomino lì può anche diventare una ricetta sfiziosa e veloce per stupire gli amici a cena. Che il tomino sia piemontese tutti lo sanno, ma forse non tutti conoscono la tapenade, una salsa tipica della Provenza a base di olive nere. Ecco cosa succede quindi quando scatta l'amore tra tomino e tapenade...

Ingredienti (4 porzioni)
8 tomini semistagionati
pancetta dolce affettata 150 g
100 g olive nere
30 g capperi sottosale sciacquati
5 acciughe dissalate
1/2 spicchio di aglio
1/2 peperoncino
1 mazzetto di timo
succo di !/2 limone
olio evo qb

Preparate la tapenade. Tritate le olive nere con l'aglio, i capperi, le acciughe, il peperoncino e il timo. Diluite con il succo di limone e l'olio e fate riposare per un'ora. Tagliate i tomini a metà in senso orizzontale, spalmate le basi con la tapenade e ricomponete. Scaldate la griglia a fuoco moderato e cuocete i tomini 4 minuti per parte in modo che si sciolga l'interno ma l'esterno rimanga compatto. In un'latra padella fate dorare la pancetta finchè risulta croccante. Togliete i tomini dal fuoco e serviteli con la pancetta croccante sopra.

PS: la tapenade è anche deliziosa sulle bruschette, potete prepararne di più, imbarattolarla e tirarla fuori al primo barbecue

venerdì 18 marzo 2011

I sapori inconfondibili: l'Aceto Balsamico di Modena


Dopo tanto parlare di Torino, Italia, torte e tortine americane, torniamo sui nostri passi e andiamo a scuriosare tra i sapori della nostra città di origine: Modena. Certo viva i tortellini, le crescentine/tigelle, lo gnocco fritto, lo zampone etc, ma il vero marchio di fabbrica modenese non può che essere lui, l'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Aggiungo "tradizionale" perchè è proprio la parola che spesso manca nei comuni aceti cosiddetti balsamici che trovate nei supermercati, e che nulla hanno a che fare con il sapore e l'odore di quello tradizionale. Le autrici di questo blog sono davvero golose di questo nettare, tant'è che ne consumerebbero litri su litri facendo navigare le loro insalate nell'aceto...se fosse a buon mercato!
L'aceto balsamico infatti è prodotto in quantità limitata, con metodi artigianali antichi. Il prodotto si ottiene dalla naturale fermentazione del mosto di uva cotto a lungo fino a ridurne il volume della metà! L'invecchiamento è la fase più delicata, e ogni produttore segue procedimenti spesso tramandati oralmente. L'età dell'aceto viene definita attraverso gli anni di permanenza minima in botte: l'Affinato ha almeno 12 anni, l'Extra Vecchio almeno 25, entrambi muniti di sigilli con tagliandi numerati. L'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena può essere commercializzato solo ed esclusivamente nell'unica bottiglietta autorizzata dal disciplinare Dop, progettata pensate un po' da Giugiaro, con base sferica e collo fine. Gli accostamenti? Beh che dire....carne, pesce, scaglie di parmigiano, formaggi in generale, fragole, frutti di bosco, gelato e persino dolci al cioccolato! Chi ha provato almeno una volta nella vita il vero Aceto Balsamico non potrà più farne a meno, e soprattutto non comprerà più quei mezzi condimentucoli che indegnamente sono chiamati aceto......

Provare per credere!!