lunedì 17 novembre 2014

Zuppa di topinambur e fiori di zucca


Topinambur questo sconosciuto. Nonostante sia molto presente nella cucina piemontese, non avevo mai cucinato questo tubero! A metà tra una patata e un carciofo (dicono), si presenta in una forma beh...non proprio invitante (forse per questo non l'ho mai cucinato...)! Ho voluto provarlo in una zuppa particolare con fiori di zucca e nocciole, in alcune ricette è addirittura consumato crudo con un po' di olio, sale e pepe, l'avete mai provato?
Intanto coccoliamoci con questa zuppetta autunnale!

Ingredienti (per 4 persone)
700 g topinambur
1 porro grande
200 g fiori di zucca
2 zucchine
1/2 litro di brodo vegetale
2 cucchiaio di nocciole tritate
olio, sale e pepe

Pelate i topinambur, lavate i fiori di zucca e le zucchine. Tagliate le verdure grossolanamente. Lavate e tritate il porro e fatelo appassire in una casseruola con qualche cucchiaio d'olio. Aggiungete i topinambur, i fiori di zucca e le zucchine. Rosolate per qualche minuto. Versate il brodo e regolate di sale e di pepe. Continuate la cottura per circa 20 minuti, dopodiché frullate la zuppa con un frullatore ad immersione. Aggiungete le nocciole tritate e servite caldo con qualche crostino.

giovedì 30 ottobre 2014

Eggnog allo zenzero


Manca un giorno ad Halloween, avete affilato i vostri canini finti?? State già preparando muffin mostruosi e piatti inquietanti? Oggi vi propongo una ricetta che potrebbe già farvi pensare al Natale, ma dato il suo colore non proprio invitante potrebbe essere perfetta per una cena di Halloween alternativa, più "elegante"!! Chiamatelo Eggnog o Bava di Lumaca, ma se avete mezz'ora di tempo per preparare un dolcetto al volo per la vostra cena questa è la ricetta per voi!

Ingredienti:

4 uova medie a temperatura ambiente
1/2 litro di latte
100 g zucchero
4 cucchiai di farina di riso
1 pizzico di zenzero
1 cucchiaio di rum
2 cucchiai di caffè in grani

In due ciotole separate i tuorli dagli albumi. In un pentolino scaldate il latte con il caffè, nel frattempo lavorate i tuorli con 80 g di zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. Filtrate delicatamente il latte sulle uova e zucchero continuando a mescolare. Aggiungete la farina setacciata. Mettete a bollire un po' d'acqua in una pentola che possa contenere la ciotola. A questo punto mettete la ciotola sopra alla pentola e cuocete a bagnomaria per circa 15 minuti, fino a quando la crema non vela il cucchiaio.
NB: questa crema non si addensa come una solita crema, non vi preoccupate se la trovate un po' più liquida delle altre, si addenserà con il raffreddamento.
Togliete la crema dal fuoco, lasciate raffreddare e per ultimo aggiungete il goccio di rum e lo zenzero. Montate gli albumi con i 20 g di zucchero avanzato e incorporateli delicatamente alla crema di caffè. Servite accompagnando con biscotti o decorazione a piacere.

domenica 12 ottobre 2014

Chi ama l'India lo sa...


Ho lasciato passare un po' di tempo prima di scrivere del viaggio in India. Un mese è ormai trascorso e ancora ogni giorno qualcosa dell'India si attacca ai miei pensieri. Si attacca come gli odori nauseabondi del tempio dei topi, come il sapore degli speziati masala, come le tiritere dei bambini che chiedono l'elemosina, come le litanie dei venditori dei bazar, come le incomprensibili parole delle preghiere giainiste. 


L'India per me è come una donna in attesa che ritorni il marito da una guerra lontana, come una madre che aspetta che rincasi il figlio, sveglia alla finestra. Ci sono uomini seduti nelle botteghe scalze che chiacchierano aspettando che entri qualcuno, ci sono spose di maharaja in attesa di procreare un erede maschio per diventare prima Maharani, ci sono facchini in attesa di un turista per guadagnare qualche rupia portando le valige, ci sono bambini in attesa di un'elemosina anziché del primo giorno di scuola, ci sono figli che aspettano che la loro famiglia scelga per loro una moglie.


Parlare di India è generalizzare per me che ho visto solo una minuscola parte, la zona del Rajasthan, di un continente che fa oltre un miliardo di abitanti. Sicuramente lo è. Ma lì ci si sente una parte del tutto. Si sente così Tara, l'autista che da Nuova Delhi ci ha accompagnato attraverso le tappe del nostro viaggio, e che al volante ripete "India no rules". Si sente così Balu, il mercante di stoffe che sta per esportare i suoi prodotti ma non si stupisce che nella sua città non ci siano i cassonetti perché l'India è troppo grande perché lo stato centrale possa essere efficace.  Ci siamo sentiti una parte del tutto anche noi e per dirlo con le parole di chi dell'India non ha visto solo un pezzetto, Tiziano Terzani:

Chi ama l'India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama. E' sporca, è povera, è infetta; a volte è ladra e bugiarda, spesso malodorante, corrotta, impietosa e indifferente. Eppure, una volta incontrata non se ne può fare a meno. Si soffre a starne lontani. Ma così è l'amore: istintivo, inspiegabile, disinteressato.
Innamorati, non si sente ragione; non si ha paura di nulla; si è disposti a tutto. Innamorati, ci si sente inebriati di libertà; si ha l'impressione di poter abbracciare il mondo intero e ci pare che l'intero mondo ci abbracci. L'India, a meno di odiarla al primo impatto, induce presto questa esaltazione: fa sentire ognuno parte del creato. In India non ci si sente mai soli, mai completamente separati dal resto. E qui sta il suo fascino.


Il giorno della partenza avevo voglia di tornare a casa ma sentivo anche che sarebbe presto nata in me la voglia di tornare in India. Una contraddizione, forse. Come le contraddizioni sono ciò che rende l'India quello che è. Religiosa e tollerante. Povera e superpotenza economica. Sacra e profana. Millenaria e all'avanguardia. Che accoglie e che discrimina. Caotica e spirituale. Colta e analfabeta. Sposa e concubina.


Imprevedibile e sorprendente. Come i masala, le miscele di spezie su cui si basa la sua cucina. Badate bene non una spezia, una miscela di spezie. Cumino, curcuma, coriandolo, cardamomo, chiodi di garofano, cannella, pepe nero, zenzero, semi di senape, aglio, peperoncino... Le spezie si vanno a miscelare in infinite combinazioni e creano alchimie di sapore sempre diverse ma mai casuali. Ogni famiglia ha il suo masala perché ogni curry* abbia un sapore irripetibile.

*Curry nel senso etimologico del termine, cioè salsa, zuppa, stufato. Gli inglesi hanno acquisito questo termine nella loro lingua, indicando la mistura di spezie piuttosto che il piatto cucinato: così è nato il curry inteso come mistura di spezie, masala in India.



Il posto migliore dove assaggiare la vera cucina indiana è la strada. Per quanto ho potuto osservare la maggior parte della vita nelle zone del Rajasthan che abbiamo visitato si svolge per strada. Botteghe, case, templi tutto si affaccia per strada. Non ci sono porte ma contaminazione tra interno ed esterno.






Uno dei cibi di strada per eccellenza è la samosa, una mezzaluna (samosa appunto) di pasta di farina fritta ripiena di patate, piselli e spezie con l'aggiunta, nella versione non vegetariana, di carne di pollo. Vi scrivo la ricetta, tratta dal libro "India in cucina" di Pushpesh Pant.

Ingredienti

500 g farina
olio per friggere
100 g patate
150 g piselli sgusciati
4 cucchiai di burro chiarificato
1 cucchiaino di semi di cumino
5 cm di zenzero fresco pelato e tritato finemente
4 peperoncini verdi senza semi tritati
1 cucchiaino di peperoncino in polvere
1 pizzico di curcuma macinata
1 cucchiaino di coriandolo macinato
1 cucchiaino di semi di melograno
1 cucchiaio di foglie di coriandolo tritate
sale

Mettete la farina in una ciotola capiente e aggiungete acqua fino a formare una pasta ben soda. Dividetela in 10 porzioni uguali e formate delle palline. Coprite con un canovaccio umido. Lasciate riposare e nel frattempo preparate il ripieno. Cuocete le patate in una pentola di acqua bollente per 20 minuti circa (devono essere tenere) e lasciate raffreddare. Pelatele e schiacciatele grossolanamente. Cuocete i piselli in acqua bollente per 5-10 minuti. Scaldate il burro chiarificato in una casseruola, aggiungete i semi di cumino e soffriggete a fiamma media per 15 secondi. Aggiungete lo zenzero, i peperoncini, il peperoncino in polvere, la curcuma, il coriandolo e salate. Soffriggete per un altro minuto quindi aggiungete le patate e i piselli e cuocete per un altro minuto. Aggiungete i semi di melograno e il coriandolo fresco e mescolate. Se necessario regolate di sale. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare completamente il ripieno, poi dividetelo in 10 porzioni uguali. Mettete le palline di impasto su una spianatoia infarinata e formate dei cerchi di 12 cm di diametro. Inumidite i bordi con l'acqua, collocate una porzione di ripieno al centro e richiudete la pasta, sigillando bene. Scaldate l'olio a 180° (finché un dado di pane non scurisce in 30 secondi) e friggete i samosa per 2-3 minuti o finché sono ben dorati. Togliete dall'olio con una schiumaiola e scolate su carta da cucina.














giovedì 18 settembre 2014

Crostata con crema di latte e uva bianca


Benvenuta nebbia e umidità! E' ufficialmente iniziato settembre, un mese che mi porterà di nuovo in giro tra eventi e fiere. A proposito chi viene al prossimo Salone del Gusto di Torino? Non vedo l'ora arrivi!!! E nel frattempo compro stampi... eh si, dovete sapere che ho cercato per mesi uno stampo da crostata come quello che vedete in foto! Ora che l'ho trovato in 4 giorni ho già sfornato 2 torte....sarà un lungo autunno! Nella ricetta che vi segnalo ho usato una crema di latte per non appesantire troppo l'insieme del dolce. Ho scelto l'uva bianca per dare un tocco autunnale, e stavo pensando di testarla con il melograno, voi che dite?

Ingredienti:

per la pasta frolla
125 g farina di riso
125 g farina 00
125 g burro freddo a pezzetti
1 cucchiaio e 1/2 di zucchero a velo
1 uovo intero
acqua fredda qb

per la crema di latte
500 ml latte intero
80 g farina di riso o fecola di patate
1 uovo a temperatura ambiente
180 g zucchero
cardamomo

Uva bianca
gelatina alimentare

Prima della preparazione: prendete il latte per la crema e mettetelo in una ciotola con i semi di cardamomo. Lasciate insaporire mentre iniziate a cucinare la vostra torta.
Preparate la pasta frolla. In una ciotola impastate le farine con il burro a pezzetti, aggiungete lo zucchero a velo e l'uovo. Aggiungete acqua fredda quanto basta per raggiungere un composto omogeneo. Coprite con pellicola e fate riposare in frigo per mezz'ora. Accendete il forno a 180°. Rivestite uno stampo da crostata con carta da forno bagnata e strizzata. Foderate lo stampo con la pasta frolla, ricoprite con carta da forno in modo che rimanga ben aderente alla pasta. Sopra la carta da forno mettete fagioli secchi ed infornate per circa 45 minuti (la cottura dipende molto anche dal vostro forno). A termine cottura lasciate raffreddare.
Preparate la crema: filtrate il latte dai semi di cardamomo. In un pentolino sbattete l'uovo con lo zucchero e la farina aggiungendo a poco a poco il latte. Ponete tutto sul fuoco facendo attenzione che non si formino grumi. Non appena si addenserà la vostra crema, togliete dal fuoco, mettetela in una ciotola e copritela a filo con la pellicola (la pellicola dovrà aderire alla superficie della crema in modo da non formare la classica pellicina). 
Componete la vostra crostata: lavate e tagliate a metà gli acini di uva bianca, spennellateli con un po' di gelatina alimentare. Versate e livellate la crema sopra la vostra pasta frolla. Adagiate gli acini d'uva e servite.

domenica 7 settembre 2014

Cobbler di Pesche: raccontando la mia America


L'America è sempre stata una tra le mete dei miei viaggi da sogno...nessuna Miami, New York, Los Angeles, San Francisco...solo canyon, cultura a stelle e strisce e spazi sconfinati. Il mio "sogno americano" nasce lontano nel tempo, da uno dei numerosi viaggi africani tra le dune del deserto. Che c'entra direte voi? Ebbene dovete sapere che ho sempre amato gli spazi "infiniti", lontani da confini di qualunque tipo, naturale o umano, quelli pieni di colori inspiegabili. Li amo così tanto perché ci si può immaginare ogni tipo di storia e perché sono capaci di lasciarti davvero senza parole. Quest'anno ho coronato il mio sogno in parte: per lavoro sono partita per un tour americano tra le città di San Francisco, Los Angeles e New York. Ho preso il mio primo volo intercontinentale con tanta paura (e anche tanta valeriana!!!!) e ho capito che...io l'America la amo! 
Quella che vedete qui in alto è la "mia" moto, (vi avevo detto che lavoravo nel settore motori?), si chiama Energica Ego, è elettrica, e l'ho "accompagnata" nel suo tour estivo americano. Sullo sfondo potete vedere l'Alice's Restaurant, un delizioso ritrovo mangereccio sulle colline di San Francisco. Se vi troverete mai in zona vi consiglio caldamente di andare, non troverete il solito junk food, ma hamburger relativamente sani con salse servite a parte e ingredienti a "Miglio 0" (per quanto nel loro caso si tratti di qualche centinaio di miglia!). 


In America i piatti sono giganti in qualsiasi ristorante, per cui attenzione ad ordinare, potreste ritrovarvi con qualche contenitore di alluminio al vostro ritorno! La California mi è sembrata più salutista della costa est, mentre il centro dell'America (quello attraversato dalla famosa Route 66) è in effetti noto per il più basso livello di cibo spazzatura....avete presente Grassi contro magri, Extreme Makeover Diet edition? Beh purtroppo è tutto vero, ed è estremamente triste vedere ragazzi giovani drogati di questa cattiva alimentazione. Durante il nostro viaggio da Los Angeles a New York abbiamo attraversato 11 stati in parte affiancando proprio la Mother Road: abbiamo attraversato paesini isolati, città di mormoni, abbiamo cambiato tanti fusi orari e cercato come acqua un po' di frutta fresca! La cosa che mi ha stupito perché lontana anni luce da noi, è che nei grandi supermercati il reparto fresco è tenuto in disparte, e occupa solo un piccolo angolo del market...mentre gli scaffali sono pieni di patatine, caramelle di ogni tipo, bidoni di bevande zuccherate, pane rinforzato con proteine, yogurt e latte di una consistenza quasi finta.


Allora cosa ho amato davvero dell'America? Ho amato proprio la sua grande contraddittorietà. Le grandi città con autostrade a 10 corsie, gli spazi infiniti dei canyon, la Route 66 rilegata a fianco di una grande highway, la cortesia e la gentilezza ma anche a volte la grande incomprensione verso la mentalità europea. Il grande valore che sentono per il proprio paese e la grande semplicità con cui salutano sempre chiunque. La passione per il barbecue e per il campeggio, il rispetto per la proprietà privata, la sensibilità verso una vita più sostenibile che scorre parallela a sprechi giganteschi. Credo fermamente che l'America o la si ama o la si odia...beh in questa mia prima infarinatura io l'ho amata...e si, sono tornata a casa con chili di M&M's strane e Jelly Belly.....
In attesa di un secondo viaggio, vi lascio con la ricetta di un dolce molto frequente nel Sud degli Stati Uniti, il Cobbler. Si tratta di un dolce alla frutta preparato con un impasto sbriciolato burroso e spesso accompagnato da gelato alla vaniglia. Ne ho preparato una versione alla pesca:


Ingredienti:
6 pesche gialle
100 g zucchero di canna
1 cucchiaino di cannella
qualche seme di cardamomo
un pizzico di zenzero
succo di 1/2 limone

Per l'impasto sbriciolato:
300 g pane morbido in cassetta
80 g zucchero
120 g burro + un cucchiaio
1 uovo
2 cucchiai di farina (solo se il composto dovesse risultare poco sbriciolato)

Sbucciate le pesche e tagliatele a pezzettini. Lasciatele per mezz'ora in una ciotola con lo zucchero, le spezie e il succo del limone. Tagliate il pane morbido a quadretti. Fatelo dorare in una padella con un cucchiaio di burro e fate raffreddare. In una ciotola aggiungete ai quadretti di pane i 120 g di burro freddo spezzettato, l'uovo e lo zucchero. Impastate fino ad ottenere un composto sbriciolato. Se il composto risultasse troppo secco aggiungete poco latte (nel mio avevo un uovo molto grande, per questo ho dovuto aggiungere un po' di farina). Accendete il forno a 180°. Imburrate una pirofila da forno, ponete alla base le pesche sgocciolate dal loro succo. Adagiate il composto sbriciolato e irrorate il tutto con 2 cucchiai del succo delle pesche. Infornate per circa 30 minuti e servite tiepido accompagnato a gelato alla vaniglia.

domenica 17 agosto 2014

1889 Fattorie Fiandino e il Pie vegetariano di Aria


Ci sono prodotti che sono ricorrenti nella nostra dispensa e aziende che siamo felici di ritrovare agli eventi a cui riusciamo a partecipare. Tra questi sicuramente 1889 e Fattorie Fiandino. Stiamo parlando di burro salato e di una famiglia di origine milanese trapiantata alla fine del Settecento in Piemonte, più precisamente a Villafalletto nelle pianure a Nord di Cuneo. Tipicamente bretone, come arriva la produzione di burro salato in una fattoria piemontese? Negli anni '20 Nonno Magno,  in uno dei tanti viaggi a Genova per accompagnare un amico in partenza per le Americhe, acquistò un sacchetto di sale nuovo, appena arrivato dalla Sicilia. Fine e delicato, questo sale venne aggiunto alla panna, poco prima della burrificazione. Oggi è il sale integrale delle Saline Culcasi, Presidio Slow Food, ad essere stato scelto per la versione salata di Burro 1889. Tutte queste cose sono raccontate in un bel progetto editoriale di qualche anno fa, promosso dalla famiglia Fiandino, edito da Araba Fenice e curato da Sandra Salerno "Il Burro Salato - 34 ricette per 34 blog".  Nel libro il Burro 1889 Salato è l'ingrediente segreto delle ricette selezionate all'interno di un concorso che nel 2011 ha visto le migliori foodblogger italiane cimentarsi con questo delizioso ingrediente. Noi all'epoca eravamo appena agli inizi dell'avventura con Muffin e Dintorni ma oggi vogliamo  riproporvi una di quelle ricette, il pie vegetariano di Aria in cucina. 

Ingredienti

280 g farina 00
60 g burro 1889 salato
1 manciata di origano secco
2 melanzane lunghe
60 g olive taggiasche
60 g pomodorini secchi
30 g pistacchi tritati grossolanemente (pinoli nella ricetta originale)
120 g scamorza affumicata
olio
sale
pepe

In una ciotola unite alla farina setacciata il burro salato fuso, una manciata di origano secco e poca acqua tiepida fino ad ottenere un impasto morbido che farete riposare per un’ora circa. Nel frattempo sbucciate le melanzane, tagliatele a cubetti e rosolatele in una padella antiaderente con pochissimo olio. Lasciate cuocere per una decina di minuti, aggiungendo acqua o brodo vegetale se serve, quindi unite i pomodori secchi tritati, le olive taggiasche denocciolate e i pistacchi tritati. Regolate di sale e pepe e, a fuoco spento, unite la scamorza tagliata a cubetti. Dividete l’impasto lasciato a risposare in due parti e tiratele in due sfoglie sottili. Stendete la prima su uno stampo (20x25 circa)   ricoperto con carta da forno, lasciandola sborsare leggermente. Versatevi il ripieno vegetariano e coprite con l’altra sfoglia. Sigillate bene i bordi e infornate per 20-25 minuti a 180°.

sabato 2 agosto 2014

Burro di arachidi e #unamuffininus..


Oggi festeggiamo il ritorno di Cecilia dagli States con una ricetta decisamente americana (e decisamente ipercalorica anche): i brownies con burro di arachidi! Abbiamo già parlato sul blog di questo ingrediente, suggerendovi anche la ricetta per prepararlo in casa della mitica Cuochina, e oggi ve lo riproponiamo in un'altra golosa ricetta  per stuzzicarvi in attesa dei racconti di Cecilia sul suo viaggio in USA che la ha portata ad attraversare 11 stati in occasione del Whereismyegotour di Energica Superbike. A proposito la avete seguita su Twitter e su Instagram attraverso l'hashtag #unamuffiinus??
Devo dire che la ho trovata decisamente meno ingrassata di quanto sarei stata io al suo posto.. Quindi perché non prepararle un dolcetto per non farle superare la prova costume??

Ingredienti

Per i brownies

115 g burro a pezzetti
60 g cioccolato amaro tritato
110 g cioccolato al latte tritato
85 g farina 00
1/2 cucchiaino di lievito in polvere
1 pizzico di sale
170 g zucchero
3 uova
2 cucchiaini di estratto di vaniglia

Per la salsa

60 g burro ammorbidito
60 g zucchero a velo
180 g burro di arachidi
1 pizzico di sale
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia

Riscaldate il forno a 160°. Imburrate uno stampo quadrato (20x20) e ricopritelo con carta da forno, facendo sporgere la carta per 5 cm oltre lo stampo. Imburrate nuovamente.  Preparate i brownies. Sciogliete a bagnomaria il burro con i due cioccolati e lasciate raffreddare completamente. Unite farina, lievito e sale in una ciotola. Aggiungete lo zucchero al cioccolato, unite le uova e poi la vaniglia.  Infine incorporate la farina. Preparate la salsa. Amalgamate il burro, lo zucchero a velo, il burro di arachidi, il sale e la vaniglia e mescolate bene. Versate 1/3 del composto di brownies nello stampo e fate cadere a cucchiaiate il composto di burro di arachidi distanziandole tra loro. Versate il composto di brownies rimanente e lisciate con una spatola. Infilate un coltello da cucina nel dolce e muovetelo delicatamente da un lato all’altro della tortiera per creare le spirali. Cuocete per 40-45 minuti verificando la cottura con uno stecchino. Lasciate raffreddare per 15 minuti. Togliete dallo stampo e lasciate raffreddare completamente. Tagliate a cubetti i brownies.  




lunedì 7 luglio 2014

Plumcake al sapore di Saba con ciliegie e cioccolato bianco


Avete mai sentito parlare del "mosto cotto" o "saba"? Se siete emiliani forse l'avete sentito nominare dai vostri nonni o genitori. Si perché la saba altro non è che uno sciroppo derivato da una lunga bollitura del mosto. I contadini lo usavano per insaporire i cibi, accompagnare formaggi, polenta, lo gnocco fritto, ma anche per addolcire i piatti al pari di altri dolcificanti come il miele. Il sapore è davvero particolare, antico, e l'ho trovato perfetto per profumare le ciliegie del mio plumcake! In particolare per questo plumcake ho usato la Saba di Romagna di Luvirie, si sposa benissimo con le ciliegie e ne esalta un retrogusto dolce e delicato (se notate bene una figura a 4 zampe stava per avventarsi sul mio dolce....si, la mia gatta è una foodblogger!)

Ingredienti
200 g farina
100 g farina di riso
200 g zucchero semolato
2 uova
1 vasetto di yogurt cremoso bianco 
1 bustina di lievito
1 cucchiaio di olio di semi
latte qb
80 g ciliegie tagliate a pezzetti
1 cucchiaio di zucchero di canna
50 g cioccolato bianco 

Accendete il forno a 180°.
In una ciotola fate macerare le ciliegie tagliate a pezzetti con 3-4 cucchiai di Saba e lo zucchero di canna. Lasciate da parte e preparate l'impasto del vostro plumcake. Lavorate le uova con lo zucchero semolato, unite lo yogurt, il cucchiaio di olio, la bustina di lievito e le farine setacciate. Aggiungete un po' di latte quanto basta per amalgamare meglio gli ingredienti. A questo punto strizzate le ciliegie messe da parte e incorporatele nell'impasto. Come ultimo ingrediente aggiungete il cioccolato bianco tagliato a pezzetti. Se non avete uno stampo da plumcake di silicone foderate uno stampo di alluminio con carta da forno bagnata e strizzata o se preferite imburratelo e infarinatelo. Adagiate il composto e infornate per circa 30 minuti. Sformate il vostro plumcake e spolverate con zucchero a velo.

domenica 22 giugno 2014

Gelato alla nocciola con croccante


Caldo, serate in terrazzo, mondiali in tv, quali motivi migliori per rimettere in moto la gelatiera? Ho tante ideuzze nel cassetto per la stagione estiva, che includono buttermilk, yogurt greco, the verde (non tutti insieme naturalmente!!), ma come prima ricetta ho deciso di riprendere in mano un grande classico, che era stato anche il mio primo esperimento con la gelatiera: il gelato alla nocciola. Perché ripubblicare quindi? La prima volta ho fatto il gelato con la farina di nocciole, partendo dalla nocciola intera tostata, ma devo dire che il gusto finale era molto più insipido rispetto a quello delle gelatiere artigianali. Così leggi qua leggi là, chiedi qua chiedi là, ho scoperto che per ottenere un gelato più saporito sarebbe stato meglio usare come base la pasta di nocciola. Per il mio gelato ho scelto quella fatta con la nocciola Piemonte IGP dell'azienda agricola Papa dei Boschi, conosciuta al Salone del Gusto. A proposito, vi state preparando per l'edizione 2014?


Gelato alla nocciola con croccante

Ingredienti

300 g di latte fresco
200 g di panna fresca
150 g di  pasta di nocciole
80 g di zucchero di canna 

Per il croccante

500 g nocciole tostate
500 g zucchero

Amalgamate tutti gli ingredienti mescolando bene e versate il composto nella gelatiera. Azionate per 35-40 minuti. Mettete il gelato nei pirottini e fate indurire in freezer per una ventina di minuti. Preparate il croccante. Mettete lo zucchero in una pentola con un filo di acqua e ponetela sul fuoco. Aspettate che lo zucchero si sciolga senza mai mescolare. Quando lo zucchero comincerà a diventare di un colore bruno, a questo punto mescolate velocemente giusto per far sciogliere di ultimi granelli di zucchero.  Spegnete il fuoco, unite le nocciole e mescolate. Versate il composto su un foglio di carta da forno e schiacciate la superficie in modo da ottenere uno spessore uniforme. Lasciate raffreddare completamente e spezzettate grossolanamente.  Servite il gelato accompagnato con il croccante. Io per decorare ho usato anche chicchi di riso soffiato profumati alla cannella.




mercoledì 18 giugno 2014

Focaccia integrale con Tropea!


E si, ci sono giorni in cui è meglio tornare a casa e affondare tutto il proprio nervosismo in un bel impasto per focaccia. Complici le partite dei Mondiali, complici le temperature più fresche, ho trovato grandi alleati per poter tenere il forno acceso e per....mangiare sul divano!! Come sapete se Micol è una grande sportiva, Ceci arranca su qualsiasi movimento con palla annessa...vi dico solo che mi faccio ripetere ogni 4 anni le regole del calcio, il risultato è che non capisco ancora come si facciano a distinguere i fuori gioco! E voi state seguendo le partite? Qual'è il vostro confort food preferito tra un tiro e l'altro? Ieri sera il mio è stato la focaccia integrale con cipolla Tropea, ecco la ricettina!

350 farina 0
50 g farina grano saraceno
50 g semola
80 g lievito madre (o se non l'avete 1 bustina di lievito)*
300 ml acqua tiepida
50 ml olio evo
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di sale
1 cipolla Tropea tagliata sottile

*per un approfondimento sul lievito madre leggete QUI

In una ciotola sciogliete il lievito madre in un po' d'acqua, aggiungete l'olio, lo zucchero e sale. Aggiungete poco alla volta le farine, formate un impasto e lavoratelo per circa 5 minuti. Coprite la terrina con un canovaccio e lasciate lievitare per circa 45 minuti o finchè non ha raddoppiato il suo volume. Trasferite la pasta su una superficie infarinata, dividetela in due parti e lavoratele appiattendole allo spessore di circa 1 cm. Ungete con olio d'oliva una teglia da forno e cospargetevi gli anelli di cipolla Tropea. Ponete le focacce sulla teglia, coprite con un canovaccio e lasciatele lievitare per circa 30 minuti. Preriscaldate il forno a 220°. Affondate le dita nell'impasto per fare dei buchi. Irrorate con un altro goccio di olio. Cuocte in forno a metà altezza per circa 10 minuti o fino a quando le focacce sono ben dorate.

giovedì 12 giugno 2014

Pane alle noci profumato al timo limone


La scorsa settimana prese dall'euforia di avere nuove piantine aromatiche, abbiamo deciso di avventurarci in un corso "green" dedicato agli abbinamenti verdure - erbe aromatiche. Armate di tutto l'entusiasmo del mondo, con block notes per appunti e la giusta fame per eventuali assaggi, cerchiamo il nostro posto in prima fila. Il corso inizia con un'introduzione su "chi-cosa-perchè-come" e continua con il taglio delle verdure. L'entusiasmo si smorza subito quando vengono annunciati gli abbinamenti...."oggi vi insegneremo ad abbinare carote e alloro, zucchine e menta e patate e rosmarino!!"...yuppi!!!! Cose mai viste!!!! E dalle loro seggioline Le Muffins se la sono defilata fingendo una telefonata e sono andate ad ingozzarsi al Luna Mi Vida....
Sorge spontanea una domanda, qual'è l'ABC della cucina? E' possibile davvero che si debba insegnare ad abbinare patate e rosmarino? Ci sono rimasta talmente male che ho deciso di fare un piccolo esperimento-abbinamento homemade, il pane alle noci profumato al timo limone...provate e fatemi sapere! 

Ingredienti (per 1 pagnotta)
500 g farina Manitoba
200 g noci tritate
70 g mandorle tritate
80 gr lievito madre (o se non l'avete 1 bustina di lievito)*
1 cucchiaio di miele
timo limone
3 cucchiai di olio di oliva extravergine
1/2 l acqua a temperatura ambiente qb
sale qb

*per un approfondimento sul lievito madre leggete QUI

Sciogliete il lievito in un po' di acqua calda. Disponete la farina a fontana, mettete al centro tutti gli ingredienti e a poco a poco iniziate ad impastare aggiungendo l'acqua. Impastate fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Ponete l'impasto in una ciotola e lasciate lievitare coperta da un canovaccio umido fino al suo raddoppio (circa 1 ora e mezza). Riprendete l'impasto, formate la vostra pagnotta, ponetela sulla placca da forno foderata di carta e lasciate lievitare coperta sempre da un canovaccio umido per un'altra ora e mezza. Accendete il forno a 200°. Infornate il vostro pane e cuocete 20 minuti. Trascorso questo tempo, giratelo e cuocete altri 20 minuti. Sfornate e servite.

domenica 1 giugno 2014

Riso nero freddo con datterino rosso e pesto di cicoria


Diamo inizio ai piatti freddi! Inizia ufficialmente il periodo dell'anno che amo di più, quello pieno di risi freddi, di pic nic, di grigliate, pomodori e mozzarelle. Ma se come me non avete il mercato vicino e non volete rinunciare ad un buon pomodoro (e non è facile trovarlo!), o partite per il sud oppure provate i Così Com'è. Si, ne sono entusiasta lo ammetto, e non è da me. Infatti inizialmente ero molto scettica, non amo i prodotti conservati, anche nelle passate cerco sempre di prendere del pomodoro fresco, come la nonna campana insegna, il profumo e il gusto cambia nettamente tutto il piatto. 
Ma questo datterino......beh diciamo che il nome dice tutto, è proprio così com'è! Vi dico solo che quando ho aperto la mia schiscetta in ufficio le mie colleghe sono arrivate armate di forchetta e mi hanno chiesto a quale banco Albinelli* avessi preso i datterini...
Nella ricetta fredda che vi propongo ho abbinato il datterino rosso al riso Venere e accompagnato il tutto con un pesto particolare di cicoria e nocciole.

*il mercato storico di Modena

Ingredienti (per 4 persone)

350 g riso Venere
2 zucchine chiare
1/2 cespo di cicoria
1 cucchiaio di nocciole tritate
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
50 g burro
olio qb
sale

Lessate in abbondante acqua salata il riso Venere. Scolate, oliate in modo che non si attacchi troppo e tenete da parte in una ciotola a raffreddare. Lavate e tagliate le zucchine tritandole a quadretti. Fatele appassire in una padella con il burro. Non appena dorate aggiungete i datterini rossi scolati dalla loro acqua e fate saltare il tutto per circa 5 minuti. Salate e tenete da parte. Preparate il pesto. Lavate e tagliate la cicoria grossolanamente. Lessatela in abbondante acqua bollente con un cucchiaio di zucchero (per togliere l'amarognolo). Scolate e fate raffreddare. In un mortaio (o se preferite potete aiutarvi con un frullatore ad immersione) pestate la cicoria con le nocciole e il parmigiano. Salate e mettete il vostro pesto in una ciotola. Condite il riso con i datterini e le zucchine e portate in tavola accompagnandolo con il pesto di cicoria. 

mercoledì 21 maggio 2014

Il Mercoledì Social: Riso di Grano Duro "Così com'è"!


Vi avevo già parlato nel post precedente del colpo di fulmine che mi aveva colpito dopo aver conosciuto il Datterino Giallo...ebbene grazie a Giovanna ho potuto conoscere ancora di più i prodotti di Così Com'è, e ho deciso di metterli alla prova tra i nostri esperimenti in cucina. Per questa ricetta ho scelto il Pomodoro Datterino Giallo in succo e ho deciso di abbinarlo ad un altro prodotto speciale che avevamo conosciuto a Taste Firenze grazie a Francesca: il Riso di Grano Duro del Pastificio Gentile. Come vi avevamo già accennato, non si tratta di un vero "riso" ma di una pasta a forma di riso e perfetta per essere...risottata!
La ricetta che vi presento è un Riso di Grano Duro con crema di ricotta di bufala e datterini gialli. Ho deciso di cuocere il riso a parte, e di non risottarlo, per mettere alla prova il "succo" del datterino giallo, che ho aggiunto al liquido di cottura. Sempre a parte ho saltato i datterini gialli con la ricotta di bufala. Il succo del datterino non solo ha tenuto benissimo la cottura, ma ha arricchito molto il gusto del riso, e i datterini stessi saltati in padella sembravano davvero come freschi. Il riso dalla sua parte ha un gusto particolare, ha assorbito i sapori della ricotta e dei pomodori esaltando il piatto. Consiglio di provarli entrambi!

Ingredienti (per 4 persone)

350 g Riso di Grano Duro 
1 confezione di Pomodoro Datterino Giallo in succo
250 g ricotta di bufala
250 ml latte
300 ml acqua salata
olio, sale e pepe qb

In una pentola fate bollire il riso con acqua, il latte e metà del succo dei datterini. Tenete un bicchiere di liquido di cottura da parte e non appena cotto scolate il riso. In una padella oliata fate saltare i datterini per 10 minuti con l'altra metà del loro succo rimasto, aggiungete la ricotta di bufala e fate saltare fino allo scioglimento della ricotta, aggiungendo il liquido di cottura del riso tenuto da parte. Condite il riso e servite a piacimento sia caldo che freddo.

giovedì 15 maggio 2014

Cibus 2014: dalle farine al datterino giallo


Lavoro nella comunicazione da molti anni, ma nonostante questo non so ancora rispondere veramente alla domanda: perché un foodblog, a quale scopo. Certo c'è la grande passione per il cibo, per i prodotti a km 0 del proprio territorio, c'è la riscoperta di sapori dimenticati, la voglia di fuggire dai "già-pronti". "Ma cosa vuoi fare con il tuo blog? Dove vuoi arrivare? Vuoi diventare chef?".
Come diciamo più volte il nostro blog è una grande cucina in cui "rifugiarsi": incarna a 360° il comfort di un momento ritagliato solo per noi, per le nostre passioni e per chi queste passioni le condivide con noi. Volendo fare un paragone è una grande officina fai-da-te dove non ci sono telefoni che suonano, ne scadenze mensili, ma si chiacchera, ci si confronta sui prodotti che si usano, si scambiano ricette, consigli e segreti!
Il nostro piccolo angolo da Desperate Housewives negli anni si è arricchito di persone conosciute sul web che continuiamo a seguire e con cui si è instaurato un bellissimo rapporto di amicizia online. E quando ci si vede "offline" è sempre una grande emozione! Perchè grazie a un tweet o un semplice post rimaniamo sempre in contatto e ormai ci sembra di conoscerci da una vita!
La mia esperienza a Cibus quest'anno è stata proprio ricca di emozioni, ho rivisto dopo troppo tempo Alessandra che allo stand Molino Grassi ha preparato una delle ricette vincitrici del contest Impastando s'impara, una brioche salata con asparagi e funghi, preparata con farina Molino Grassi QB Manitoba,  guardate che meraviglia...


Ho finalmente conosciuto la super mamma Roberta!!!! Non nascondo che con lei si è da subito instaurato un bellissimo dialogo che farà presto i suoi frutti....chissà se ci saranno nuove collaborazioni... ;)! Ho conosciuto Elisa ed Elisabetta con cui condividiamo la passione sfrenata per gli impasti di qualsiasi tipo, ho rivisto Federico (peccato non aver potuto assaggiare i tuoi piatti allo stand del Prosciutto di Parma!). Ho finalmente incontrato la mitica Giovanna che mi ha fatto conoscere il datterino giallo di Così Com'è, una linea di pomodori conservata in vetro...beh che dire...sappiate che pioveranno molte ricette con questo pomodorino! Non fatevi ingannare dal barattolo, una volta aperto il datterino è davvero buono, come se fosse fresco


Una bella edizione di Cibus quest'anno, stand molto curati anche se la disposizione dei padiglioni lasciava un po' a desiderare, prodotti interessanti che non conoscevo e che saranno presto nella nostra dispensa, primi tra tutti la linea QB di Molino Grassi e il datterino giallo di Così Com'è. Concludo con l'immancabile selfie, ecco il nostro Cibus 2014!


domenica 11 maggio 2014

Il pollo al curry di Sophie Dahl



Comfort food, ne abbiamo parlato spesso sul blog (vi ricordate il Mercoledì Social che gli abbiamo dedicato?), e per chi come noi ama stare in cucina sono proprio quelle ore trascorse con un mestolo in  mano,  una ricetta nuova da provare, una spianatoia infarinata, una casseruola che sobbolle ad essere confortanti, a rappresentare un momento che dedichiamo a noi stesse, una parentesi rilassante. Spesso ci dicono: "Ma avete lavorato tutta la settimana e la domenica vi mettete a cucinare??", "Ma sei tornata alle otto e accendi il forno, non sei stanca??". Invece è proprio così che ci riposiamo, che scacciamo tutti i pensieri, le tensioni, le scadenze, è proprio lì con il rumore della planetaria e la ricetta che prende forma che ci stiamo godendo un momento tutto nostro.
Chi mangia alla nostra tavola sa che difficilmente riassaggerà la stessa portata tanto presto (per quanto deliziosa possa essere!) perché il blog esige sempre nuove sperimentazioni, ma ci sono alcune ricette "elette" che facciamo regolarmente, solo per noi, ormai a memoria e i cui ingredienti sono sempre presenti in dispensa. Tra queste il pollo al curry è la mia, e dopo aver provato tante varianti ho trovato il mio comfort food, quel piatto con quel gusto familiare, sempre uguale a se stesso, così rassicurante. E' il pollo al curry di Sophie Dahl, o meglio di suo papà, soprannominato Hollers, che ogni volta che usa una ricetta vuole che il risultato sia come una fotografia. Chissà se gli piacerebbe la nostra di foto, intanto eccovi la ricetta..

Ingredienti (4 porzioni)

4 petti di pollo
1 cipolla
400 ml latte di cocco
2 piccoli peperoncini (senza semi)
2 spicchi di aglio sbucciati
2 cucchiai di zenzero fresco grattugiato
2 cucchiai di olio d’oliva
2 cucchiaini di curry
sale
pepe
coriandolo fresco tritato

Tritate finemente la cipolla, i peperoncini e l’aglio, aggiungete lo zenzero e fate rosolare nell’olio per qualche minuto. Unite il curry e mescolate per alcuni minuti. Tagliate il pollo a bocconcini e unite in padella. Cuocete per qualche minuto e aggiustate di sale e spezie. Versate il latte di cocco sul pollo e fate sobbollire a fuoco basso per 20 minuti. Decorate con il coriandolo fresco e servite con il riso basmati.


martedì 6 maggio 2014

Panini al lardo


Tigelle/crescentine, si sa, una tira l'altra e non se ne esce vivi! Uno dei condimenti tipici emiliani con cui farcire le tigelle è il classico pesto alla modenese: ma cosa si può fare quando dopo una "tigellata" ci rimangono gli avanti del pesto? Ecco una ricetta-riciclone ad alto tasso calorico (perfetta per la prova costume ;)...!)

125 g pasta madre (io l'ho sciolta in poca acqua tiepida)
1 kg farina Manitoba
120 g lardo (sottoforma di pesto)
1/2 l latte
olio qb (circa 3 cucchiai)
1 cucchiaio raso di zucchero
sale qb

Disponete la farina a cratere su una spianatoia. Aggiungete il lievito madre sciolto, ed iniziate ad impastare aggiungendo a poco a poco il latte. Continuate fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Fate riposare il panetto in una ciotola unta d'olio e coperta da un panno umido per circa 3/4 ore, fino a che sarà raddoppiato di volume. Riprendete l'impasto, ricavate tanti piccoli panini, spennellateli con un poco di olio e lasciate riposare su una teglia da forno ricoperta di carta per altri 30/40 minuti.
Accendete il forno a 180°. Infornate i vostri panini al lardo per circa 20 minuti e servite freddi.

martedì 29 aprile 2014

Girelle di Luviriata!


Continua il nostro percorso tutto "homemade", stavolta abbiamo deciso di cimentarci nella pasta sfoglia! Lo abbiamo fatto scegliendo una ricetta più veloce di quella tradizionale ma che conserva la classica friabilità della sfoglia "solita". Ho scelto di utilizzarla per un dolce da merenda e colazione, insieme ad una specialità tutta romagnola, la Luviriata. Si tratta di una confettura dal sapore caramellato con pere, zucca e zenzero, da appassionata di zenzero non potevo non provarla!

200 g burro freddo
150 g farina 00
50 g farina 0
100 g acqua fredda
1 pizzico di sale

Impastate il burro freddo, il sale e le farine in modo da ottenere un composto granuloso (oppure se preferite mettete il tutto nella planetaria). Man mano versate l'acqua fredda e continuate ad impastare. Stendete la vostra pasta diventata un po' più omogenea su una spianatoia, formatene un rettangolo. Ripiegate il vostro rettangolo in 3 parti (prima dal basso poi dall'alto a coprire tutto), stendete di nuovo a rettangolo e ripiegate su se stesso di nuovo in 3 parti. Continuate per 3-4 volte finché la vostra pasta sfoglia non risulta liscia. Coprite con la pellicola e lasciate riposare in frigo almeno 30 minuti. 
Accendete il forno a 180°. Stendete l'impasto a rettangolo, spalmate il vostro ripieno (in questo caso abbiamo usato la marmellata Luvirie), arrotolate il tutto e tagliate le vostre girelle a piacere (le mie erano larghe circa 3 cm). Spennellatele con un goccio di latte o se preferite con un uovo sbattutto e infornate per circa 20/30 minuti.

martedì 22 aprile 2014

Pasta sablée al caramello salato e cioccolato


Uova di cioccolato, come riciclarle. In questi giorni ovunque saltano fuori ricette di dolcetti - quasi sempre piccoli agglomerati di cereali di forme svariate - attraverso i quali smaltire la cioccolata dall'uovo di Pasqua. Il nostro consiglio è: mangiatela. Se il suddetto uovo di Pasqua è di qualità. Se non è di qualità non perdete tempo a usarla per cucinare dolci di nessun genere, sprecherete solo il vostro tempo. Cioccolata cattiva era e dolce di cioccolata cattivo produrrà. Il problema che si pone per me è un altro, non mangio cioccolata fondente da sola, la trovo amara. Allora dopo aver mangiato quella dell'uovo al latte quella fondente l'ho usata per una torta. Con il caramello salato. Eccola a voi.

Ingredienti (stampo 24 cm)

200 g cioccolato fondente
1/2 cucchiaino di sale grosso
30 g burro
20 cl panna fresca
100 g zucchero
80 cl latte condensato

Per la pasta sablée

250 g farina
125 burro
30 g zucchero a velo
50 g mandorle in polvere
1 uovo
sale

Mescolate la farina con lo zucchero, un pizzico di sale e le mandorle in polvere. Aggiungete il burro ammorbidito a tocchetti, lavorate il composto e infine incorporate l'uovo, deve risultare "sabbioso". Trasferite l'impasto su uno stampo da crostata (26 cm) imburrato e infarinato e stendetelo con le mani sul fondo e sui bordi. Tenete in frigo per almeno due ore. Preriscaldate il forno a 180°. Bucherellate la crostata con una forchetta, coprite con un foglio di carta da forno, versatevi sopra i fagioli secchi e infornate per 30 minuti. Sfornate, lasciate raffreddare completamente e sformate la crostata. Nel frattempo mettete in un pentolino a fuoco lento lo zucchero con 2 cucchiai di acqua. Al primo bollore aggiungete il sale grosso e il latte concentrato. Mescolate con cura con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un caramello denso e cremoso. Versate il caramello sulla crostata e lessiate raffreddare, si deve solidificare completamente. Spezzettate il cioccolato e fatelo sciogliere in un pentolino con il burro e la panna fino ad ottenere una ganache liscia. Lasciate intiepidire e versatela sul caramello. Guarnite con un pizzico di sale grosso e servite.

martedì 15 aprile 2014

A cena con Donna Hay



Nelle liste dei desideri di ogni foodblogger - si sa - i libri di cucina la fanno da padroni: annotiamo titoli e non torniamo da un viaggio senza un libro di ricette.. E quando ci troviamo tra le mani il catalogo di Guido Tommasi Editore non possiamo che commuoverci.. (Io lo ho lasciato nel cassetto del soggiorno dove ogni mattina Bibi prende le chiavi con tutti i titoli che vorrei avere evidenziati da una crocetta nella speranza di una sorpresa ogni tanto...)
Il libro di Donna Hay "Ricevere in un istante" non ha certo bisogno certo di presentazioni e vi abbiamo già proposto alcune ricette dolci e salate tratte da esso, stasera però vi proponiamo una cena intera (4 porzioni) in compagnia dell'autrice australiana, veloce da preparare, fresca e ben bilanciata.

Trecce di bacon croccante e rosmarino

8 fette di bacon
8 rametti di rosmarino

Scaldate il forno a 180°, avvolgete ciascuna fetta di bacon intorno a un rametto di rosmarino e disponetele su una teglia foderata con carta da forno. Infornate finché il bacon non diventa croccante (10 minuti circa).

Pomodori arrosto profumati al timo

4 pomodori
8 rametti di timo
olio evo
sale
pepe

Scaldate il forno a 180°. Tagliate i pomodori a metà, eliminate i semi e il liquido e incideteli leggermente in modo da inserire in ciascuno di essi un rametto di timo. Disponete i pomodori su una teglia foderata con carta da forno, conditeli con sale, pepe e olio e infornate per 30 minuti.

Frittata ai tre formaggi

8 uova
185 ml di latte
30 g burro
250 g ricotta scolata
100 g Sbrinz grattugiato (lo abbiamo usato al posto del cheddar)
50 g Gruyère grattugiato
sale
pepe
qualche fogliolina di timo

Sbattete le uova con il latte, il sale e il pepe. Scaldate a fuoco medio una padella antiaderente e fate fondere il burro. Versateci il composto con le uova e cospargete sopra i formaggi e il forno. Cuocete per circa 5 minuti o finché la frittata inizia a rapprendersi. Voltatela e completate la cottura. (Donna esegue la seconda parte di cottura sotto il grill del forno ma perché complicarsi la vita diciamo noi?).



domenica 13 aprile 2014

Bocconotti fichi e mandorle insieme a Luvirie!


Abbiamo conosciuto Luvirie alle ultime edizioni di Taste Firenze, grazie alle loro coloratissime Pitture per Papille! Oggi ci inoltriamo ad indagare meglio i loro prodotti tradizionali e lo facciamo ovviamente con un dolcetto. Ma non uno qualunque! Ho deciso di rivisitare una specialità della cucina abruzzese, il bocconotto, un classico dolce per le feste. Avete già pensato al menu di Pasqua? Avete preso nota della colomba che abbiamo preparato in settimana? Ora potete scegliere questi bocconotti particolari per la colazione di domenica! La ricetta originale prevede il cioccolato, in alcune varianti accompagnato dalla ricotta, io ho mantenuto le mandorle, dato un sapore diverso alla pasta frolla e riempito con il sapore particolare della composta di Fichi Luvirie. 

Per la pasta frolla

70 g farina di farro
70 g farina di riso
150 g farina 00
125 g burro freddo a pezzetti
30 g di zucchero a velo
1 uovo intero a temperatura ambiente
acqua fredda qb

Per il ripieno
60 g mandorle spellate
1 cucchiaio di miele di acacia

Preparate la pasta frolla. In una ciotola impastate le farine con il burro a pezzetti, aggiungete lo zucchero a velo e l'uovo. Aggiungete acqua fredda quanto basta per raggiungere un composto omogeneo. Coprite con pellicola e fate riposare in frigo per mezz'ora. Accendete il forno a 180°. Preparate il ripieno dei vostri bocconotti. Pestate le mandorle finemente. In una ciotola mettete la composta di fichi insieme alle mandorle tritate e mescolatela con un cucchiaio di miele. Riprendete la vostra pasta frolla e ricavate tanti dischi spessi 3-4 mm. Prendete i classici pirottini di alluminio da muffin, rivestiteli con un disco di pasta frolla, adagiate il ripieno e ricoprite con un altro disco di pasta frolla. Terminati gli ingredienti infornate per circa 30 minuti, fate raffreddare e spolverizzate con un po' di zucchero a velo.